“Rispetto a quando ero in Iraq, non riesco più a sognare”.

Durante il soggiorno ad Amman, nell’ambito del progetto “Osservatorio sul Medio Oriente”, promosso dall’Associazione Habibi in collaborazione con l’Arcidiocesi di Bologna, gli studenti hanno avuto la possibilità di incontrare e dialogare con alcuni dei giovani rifugiati iracheni supportati da Habibi.

In questa intervista raccolta da Federica Gentile (dal suo profilo Instagram), un giovane rifugiato iracheno, fuggito dal nord dell’Iraq dopo l’avanzata dell’ISIS offre la sua testimonianza racconta cosa resta dopo la guerra: anni di attesa, la vita sospesa in Giordania, senza possibilità di lavorare né di tornare a casa.

Dalla sua riflessione emerge come la speranza si consuma nell’attesa di un visto che non arriva, mentre il mondo guarda altrove.
Le sue parole risuonano oggi con forza, mentre nuove guerre – come quella di Gaza – generano gli stessi destini di chi fugge e non ha più un luogo da chiamare “casa”.

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