chi siamo
Voci dal Medio Oriente è il prodotto del progetto formativo “Osservatorio sul Medio Oriente” promosso da Habibi Association in collaborazione con l‘Arcidiocesi di Bologna. Nato nel 2025, si propone come uno spazio di riflessione, ricerca e produzione editoriale dedicato alla regione mediorientale. Il progetto si rivolge a giornalisti/e e operatori e operatrici dell’informazione che desiderano approfondire la conoscenza della regione attraverso un approccio interdisciplinare, contestuale e attento alle dimensioni sociali, culturali, religiose e geopolitiche che la attraversano.
Il progetto nasce in un contesto segnato da trasformazioni profonde nei rapporti internazionali, nei sistemi di rappresentazione mediatica e nei linguaggi della comunicazione. In questo scenario complesso, emerge la necessità di disporre di strumenti analitici, narrativi e operativi più consapevoli e radicati, capaci di restituire la ricchezza e la complessità delle società mediorientali attraverso l’ascolto diretto, il contatto con i territori e il confronto tra prospettive diverse.
Voci dal Medio Oriente intende porsi come piattaforma dinamica e accessibile, all’incrocio tra formazione e produzione, dove si sviluppano esperienze di ricerca sul campo, percorsi residenziali di apprendimento, laboratori di scrittura e giornalismo, oltre a contenuti originali diffusi attraverso il sito e i canali digitali del progetto: articoli, video, podcast, interviste e rubriche tematiche. L’approccio del progetto è orientato a valorizzare le pluralità della regione e a promuovere una conoscenza che sia al tempo stesso situata e trasversale. Il progetto non intende proporre una visione unica o definitiva del Medio Oriente, ma piuttosto offrire un terreno comune di confronto, orientamento e approfondimento, in dialogo costante con le realtà locali e internazionali che vivono e operano nella regione.
obiettivi del progetto
Formazione professionale
Uno degli obiettivi principali dell’Osservatorio è la formazione di figure capaci di comunicare la complessità del Medio Oriente in modo competente, contestualizzato e rispettoso delle specificità locali.
Attraverso moduli teorici, seminari residenziali, laboratori di scrittura e momenti di confronto sul campo, il progetto mira a fornire agli operatori e alle operatrici dell’informazione gli strumenti per affrontare temi legati alla storia, alla politica, alle dinamiche religiose e sociali della regione.
La formazione è concepita come un processo aperto, che valorizza le competenze pregresse dei partecipanti e stimola una riflessione collettiva sull’etica della narrazione, sull’uso del linguaggio e sulla responsabilità del racconto.
Rete e cooperazione territoriale
L’Osservatorio intende promuovere la costruzione di legami stabili tra operatori italiani e realtà presenti nei paesi del Medio Oriente, favorendo uno scambio continuo di competenze, esperienze e prospettive.
Questo lavoro di rete si traduce in partnership con istituzioni locali, organizzazioni della società civile, enti religiosi, attori culturali e comunità di base, con cui sviluppare collaborazioni concrete basate sulla fiducia e sul rispetto reciproco.
L’obiettivo è creare una comunità di riferimento viva e interconnessa, che contribuisca a elaborare strumenti narrativi capaci di riflettere i contesti da cui emergono, evitando semplificazioni e dinamiche unidirezionali.
Incontro diretto con i territori
Al centro dell’approccio del progetto c’è la volontà di favorire un contatto reale e diretto con le persone, i luoghi e le storie del Medio Oriente, attraverso momenti di residenzialità, viaggi di conoscenza, esperienze di campo e immersione nei contesti locali.
Questo tipo di incontro non è pensato come un’esperienza estrattiva o passeggera, ma come parte integrante di un percorso di ascolto, restituzione e responsabilità, in cui i partecipanti entrano in dialogo con le comunità ospitanti e contribuiscono, attraverso il proprio lavoro, a costruire sguardi più profondi e articolati.
L’incontro diretto rappresenta per l’Osservatorio una dimensione pedagogica, capace di generare trasformazioni tanto nei narratori quanto nei contesti narrati.
associazione habibi
L’associazione Habibi promuove la giustizia sociale e l’integrazione socio-economica soprattutto nei confronti delle persone più vulnerabili e svantaggiate e di coloro che hanno subito le conseguenze di conflitti. Nata in Italia nel 2013, Habibi, riconosciuta come organizzazione non governativa dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Allo Sviluppo (AICS), opera in Medio Oriente: dopo un primo periodo di impegno in Palestina, in particolare a Betlemme con progetti socio – sanitari a supporto di minori con disabilità, Habibi è ora molto attiva in Giordania con progetti rivolti ai rifugiati e ai più vulnerabili, con un’attenzione speciale ai bisogni delle donne, dei bambini e delle persone con disabilità, con lo scopo di sostenere la loro integrazione sociale ed economica. Siamo persone, in Italia e in Giordania, impegnate, con passione e solidarietà, per costruire un mondo più giusto, dove ognuno possa esercitare i propri diritti, sviluppare le proprie potenzialità e avere i mezzi per costruire un futuro più equo per sé e la comunità dove vive.
Attività istituzionale
Habibi promuove e persegue la cooperazione internazionale per lo sviluppo, la pace, l’aiuto umanitario, la solidarietà internazionale, nel riconoscimento della centralità della persona, nella sua dimensione individuale e comunitaria, con particolare riguardo allo sradicamento della povertà, alla riduzione delle disuguaglianze, al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, alla promozione di uno sviluppo sostenibile, alla tutela e affermazione dei diritti umani, alla dignità dell’individuo, all’uguaglianza di genere, alle pari opportunità, ai principi di democrazia e dello Stato di diritto, alla prevenzione dei conflitti, al sostegno ai processi di pacificazione, di riconciliazione, di stabilizzazione post-conflitto, di consolidamento e rafforzamento delle istituzioni democratiche, agendo nel rispetto degli standard internazionali in materia di diritti umani, responsabilità sociale e tutela ambientale.
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